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PAOLO CANEVARI - "Nothing from Nothing"

Paolo Canevari/MACRO. ‘Ring of Fire’ 2005, video DVD senza suono. 5’30’’ loop, 30 × 26 cm.

A cura di Danilo Eccher

Dal 25 maggio a settembre 2007

Catalogo
edito da Electa (collana MACRO)
con testi di Danilo Eccher, Chrissie Iles e Klaus Biesenbach

sede: MACRO Museo d’Arte Contemporanea Roma
Via Reggio Emilia, 54. Roma
direttore: Danilo Eccher
tel: (0039) 06 671070400
fax: (0039) 06 8554090
macro@comune.roma.it
www.macro.roma.museum
orari: Martedì – Domenica: 9:00 – 19:00
festivi: 9:00 – 14:00
Lunedì chiuso

biglietto 1 euro

MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma, presenta il nuovo progetto personale di Paolo Canevari, Nothing from Nothing, a cura di Danilo Eccher. La mostra si svolge nell’ambito della stagione 2007, che vedrà anche le esposizioni di Ghada Amer e Atelier Van Lieshout. In concomitanza col progetto espositivo, da metà maggio a settembre, nelle Sale Panorama di MACRO sarà presentato un catalogo antologico edito da Electa.

Nella mostra Nothing from Nothing di MACRO, Paolo Canevari proporrà una nuova serie di lavori composta da disegni su carta di grande formato, video proiezioni oltre a un’installazione scultorea. Si tratta di una selezione di opere imperniate perlopiù su temi politici e ambientali, frutto dei più recenti sviluppi della sua ricerca artistica.

Paolo Canevari/MACRO. ‘Godog’ 2007, grafite su carta, 400 × 270 cm.

Paolo Canevari (Roma 1963) vive e lavora a New York e Roma, ha esordito con la sua prima personale nel 1991, usando come materiale d’adozione la gomma delle camere d’aria e i pneumatici sviluppando un linguaggio personale teso alla rivisitazione del quotidiano e agli aspetti più intimi della memoria.
La sua ricerca ha assunto negli anni una forte connotazione concettuale concentrandosi nell’impiego di simboli, icone e immagini che fanno parte della memoria collettiva, facendo uso di diverse tecniche e materiali, dall’animazione ai disegni di grande formato dai video alle installazioni. Tutto questo serve all’artista per destabilizzare ogni preconcetto ideologico stimolando il pubblico a un confronto diretto con l’opera e il suo significato.
Esempi in mostra sono: il video Ring of Fire girato nella periferia di Johannesburg dove un pneumatico brucia come un cerchio di fuoco, immagine che ricorda i violenti roghi dei libri da parte del nazismo e delle croci bruciate dal Ku Klux Klan. E l’installazione Twin, realizzata ad hoc per la mostra di MACRO, dove due sculture rettangolari di identico volume sono rivestite con il battistrada di centinaia di copertoni automobilistici.

Una recente conferma della qualità e del successo del percorso artistico di Paolo Canevari è l’invito a partecipare alla prossima Biennale d’Arte di Venezia (da giugno 2007), invito rivolto a soli sei artisti italiani.

Insieme all’appuntamento veneziano, Canevari sarà presente con il suo video Burning Skull (2006) all’interno dell’importante mostra collettiva Into Me, Out of Me, ospitata sino a settembre nella sede di MACRO MATTATOIO e realizzata da MACRO in collaborazione con PS1 NY e KW Berlino.

Nel catalogo monografico, edito da Electa, all’interno della collana MACRO, saranno pubblicati testi di Danilo Eccher, direttore di MACRO Roma, e di Chrissie Iles, curatrice del Whitney Museum di New York, oltre a un’intervista di Klaus Biesenbach, curatore del MoMa di New York. Rimarcando l’idea anti-retorica dell’arte, da sempre protagonista delle opere di Canevari, il catalogo offrirà un’ampia panoramica sul suo lavoro, dall’uso delle camere d’aria dell’inizio degli anni Novanta ai grandi lavori realizzati in gomma, dai video e film d’animazione (alcuni dei quali realizzati per la Rai) alle installazioni più recenti.

Io non desidero che il mio lavoro sia permanente: vorrei fosse un ricordo, una memoria, che abbia una presenza metafisica.
Paolo Canevari in Paolo Canevari, Edizione Charta, 2002

Io credo che l’ispirazione più grande per un’artista sia il modo di pensare della gente. La spiritualità è un elemento determinante della condizione umana. Ci rende consapevoli di una presenza, un significato, un simbolo, un’anima. Nel mio lavoro utilizzo le icone per collegarmi a questa verità fondamentale.
Un pneumatico, un teschio o una bomba sono immagini riconoscibili e parte di una conoscenza universale tanto quanto un’immagine sacra o l’immagine di un cane. Come artista uso queste icone in una nuova prospettiva, o struttura, che metta a rischio il loro significato.
Paolo Canevari

Quello di Canevari sembra essere un lavoro che coniuga il piacere fisico e mentale della creazione di un oggetto e di un’immagine con la primordialità e l’essenzialità della forma, la maschera e l’ombra della realtà con i materiali e gli scarti dell’epoca in cui viviamo. In questo contesto, è ovvio che l’artista rivolga un’attenzione particolare alla potenzialità retorica e all’enfasi metaforica della scultura classica e della sua interpretazione nella successione delle epoche.
Mario Codognato, Memoria Nostra in Paolo Canevari, Edizione Charta, 2002

Informazioni e materiale fotografico

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Info articolo

  • Pubblicato il: 27 maggio 07
  • Autore: Redazione
  • Sezione: eventi

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